Categoria: Didattica

Troverai argomenti di natura psicologica affrontata da professionisti

  • Come Superare la Delusione:

    Come Superare la Delusione:

    Strategie Psicologiche per Affrontare e Trasformare la Frustrazione

    Perché la delusione fa così male?

    La delusione è una delle emozioni più difficili da affrontare. Quando qualcuno ci delude, proviamo una miscela di amarezza, frustrazione e tristezza, spesso accompagnata da rabbia o senso di tradimento. Ma perché la delusione ci colpisce così profondamente?

    Dal punto di vista psicologico, la delusione nasce da un conflitto interiore tra aspettative e realtà: ci aspettiamo un determinato comportamento da una persona o da una situazione, ma quello che accade non corrisponde alle nostre previsioni. Questo squilibrio può generare stress, senso di perdita e persino dubbi su noi stessi.

    In questo articolo scoprirai:
    – Come riconoscere e affrontare la delusione in modo sano
    – Le strategie più efficaci per superarla senza trascinarti negatività e rancore
    Come evitare che le future delusioni abbiano un impatto devastante su di te

    Cosa significa essere delusi?

    Delusione: definizione psicologica

    Secondo il dizionario Treccani, la parola delusione indica uno stato di amarezza e insoddisfazione dovuto al mancato avverarsi di ciò che si desiderava o si aspettava.

    In termini psicologici, possiamo dire che la delusione è strettamente collegata a:
    Aspettative elevate – Più investiamo in un’idea, più grande sarà la nostra sofferenza se le cose non vanno come previsto.
    Legami emotivi forti – Le delusioni più dolorose provengono dalle persone a cui teniamo di più: partner, amici, familiari.
    Autostima e sicurezza in sé stessi – Una persona con una bassa autostima potrebbe vivere le delusioni come una conferma di non essere “abbastanza” per gli altri.


    Tipologie di delusione e loro impatto psicologico

    1️⃣ Delusione in amore 💔

    Le delusioni sentimentali sono tra le più difficili da superare. Quando il partner non si comporta come ci aspettavamo, proviamo dolore, rabbia e senso di abbandono. Una relazione può deluderci per diversi motivi:
    – Infedeltà o bugie
    – Mancanza di impegno o attenzione
    – Aspettative non corrisposte

    Come superare una delusione d’amore?
    Accetta la fine della storia e le emozioni che ne derivano. Non reprimere il dolore, è una fase naturale del processo di guarigione.
    Analizza la relazione e le dinamiche che ti hanno portato a soffrire. Questo ti aiuterà a fare scelte più consapevoli in futuro.
    Concentrati sulla tua crescita personale invece di rimuginare sul passato.

    2️⃣ Delusione in amicizia 🤝

    Quando un amico ti delude, la fiducia viene scossa. Questo può accadere per mancanza di lealtà, incomprensioni o differenze di valori.

    Come affrontarla?
    Comunica apertamente i tuoi sentimenti e cerca un confronto sincero.
    Valuta se la relazione ha ancora valore per te. Non tutte le amicizie sono destinate a durare per sempre.
    Non prendere tutto sul personale. A volte le persone ci deludono non per cattiveria, ma per limiti personali.

    3️⃣ Delusione familiare 👨‍👩‍👧‍👦

    Quando la delusione proviene dalla famiglia, il dolore può essere ancora più profondo. Le aspettative verso genitori, fratelli o parenti sono radicate in noi fin dall’infanzia, ed è difficile accettare che qualcuno a cui teniamo non rispecchi l’immagine che ci eravamo costruiti.

    Strategie per gestire una delusione familiare:
    Smetti di aspettarti la perfezione dagli altri. Nessuno è infallibile.
    Cerca un dialogo sincero, ma senza pretendere un cambiamento immediato.
    Impara a proteggerti emotivamente. Se un familiare ha un impatto tossico sulla tua vita, è giusto stabilire dei confini.

    4️⃣ Delusione lavorativa 💼

    Sul lavoro, le delusioni possono derivare da mancata crescita professionale, scarso riconoscimento o dinamiche tossiche.

    Come affrontarla?
    Analizza obiettivamente la situazione e chiediti se puoi migliorare la tua posizione.
    Non basare la tua autostima solo sul lavoro. Trova gratificazioni anche fuori dall’ambiente professionale.
    Se il contesto è tossico, valuta nuove opportunità. La tua salute mentale viene prima di tutto.


    Come superare una delusione? Le 7 strategie più efficaci

    1️⃣ Accetta le tue emozioni
    Reprimere la rabbia o la tristezza non farà altro che amplificare il tuo dolore. Accetta quello che provi, senza giudicarti.

    2️⃣ Parlane con qualcuno di fiducia
    Condividere i tuoi sentimenti con amici, familiari o uno psicologo può aiutarti a elaborare meglio la delusione.

    3️⃣ Cerca di capire le cause della delusione
    Hai idealizzato troppo quella persona? Ti aspettavi qualcosa che non era realistico?

    4️⃣ Comunica con chi ti ha deluso
    Se possibile, chiarisci con la persona coinvolta. A volte, un confronto onesto può ridimensionare la sofferenza.

    5️⃣ Impara a perdonare
    Il perdono non significa giustificare, ma liberarti dal peso emotivo della rabbia e del rancore.

    6️⃣ Stabilisci confini chiari per il futuro
    Proteggi la tua serenità stabilendo limiti nelle tue relazioni.

    7️⃣ Rinforza la tua autostima
    Più credi in te stesso, meno sarai dipendente dall’approvazione altrui e più sarai in grado di gestire le delusioni senza subirle passivamente.


    Conclusione: la delusione come opportunità di crescita

    Superare una delusione non significa dimenticare, ma imparare a gestire le emozioni in modo sano, senza lasciare che influenzino negativamente il nostro benessere.

    Ogni delusione può diventare un’occasione per rafforzare la propria resilienza e costruire relazioni più autentiche. La chiave sta nell’accettare, comprendere e trasformare il dolore in crescita.

    💡 Se senti che la delusione sta compromettendo il tuo benessere psicologico, non esitare a chiedere aiuto. Uno psicologo può aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.

  • Bonus Psicologo con Loqui

    Bonus Psicologo con Loqui

    Nell’ambito della salute mentale, uno dei passi più significativi compiuti negli ultimi anni è stato l’introduzione del Bonus Psicologo. Questo incentivo, mirato a promuovere l’accesso ai servizi psicologici, ha rivoluzionato l’approccio verso la cura della salute mentale, riconoscendo finalmente l’importanza di una mente sana per il benessere complessivo delle persone.

    Requisiti

    Le condizioni per ottenere il bonus includono la residenza in Italia e il possesso di un ISEE valido, il cui valore non superi i 50.000 euro. Il bonus può essere richiesto solo una volta.

    Quali sono gli importi del Bonus Psicologo

    Se la richiesta viene approvata, il richiedente riceverà un supporto finanziario fino a un massimo di 50 euro per ogni sessione di psicoterapia. Il beneficio sarà erogato fino al raggiungimento dell’importo massimo assegnato.

    • Se l’ISEE è inferiore a 15.000 euro, il contributo massimo è di 1.500 euro per ciascun beneficiario, fino a 50 euro per ogni seduta.
    • Se l’ISEE è compreso tra 15.000 e 30.000 euro, il massimo erogabile è di 1.000 euro.
    • Se l’ISEE è superiore a 30.000 euro ma non supera i 50.000 euro, il massimo erogabile è di 500 euro per ogni beneficiario.

    Inoltre, se la richiesta viene accettata, il richiedente riceverà un codice univoco da presentare al professionista che effettua le sedute di psicoterapia. Sia il contributo che il codice univoco devono essere utilizzati entro 270 giorni dall’accettazione della richiesta.

    Come posso richiederlo?

    La richiesta per accedere al beneficio deve essere presentata esclusivamente tramite modalità telematica, utilizzando il servizio “Contributo sessioni psicoterapia” attraverso una delle seguenti opzioni:

    1. Sul portale web dell’INPS, utilizzando il servizio online dedicato raggiungibile sul sito dell’Istituto www.inps.it. Questo può essere fatto direttamente dal cittadino tramite SPID di livello 2 o superiore, oppure tramite Carta di identità elettronica (CIE) 3.0 o tramite Carta Nazionale dei servizi (CNS). L’accesso al servizio è disponibile nella sezione “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.
    2. Attraverso il Contact Center Integrato dell’INPS, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con tariffe applicate dai diversi gestori).

    Il richiedente del Bonus Psicologo può presentare la domanda per sé stesso o per un minore di cui è esercente la responsabilità genitoriale, tutore o affidatario. Inoltre, è possibile richiedere il bonus anche per conto di un individuo interdetto, inabilitato o beneficiario dell’amministrazione di sostegno, con la presentazione della domanda da parte del tutore, curatore o amministratore di sostegno.

    Come faccio a sapere se ho ottenuto il Bonus psicologo

    Dopo aver verificato i criteri richiesti dall’INPS, l’Istituto pubblicherà una lista graduatoria, suddivisa per regione e provincia di residenza, che elencherà i nomi dei beneficiari del Bonus Psicologo.

    Successivamente, l’INPS invierà ai beneficiari un codice univoco da utilizzare per fissare un appuntamento con un professionista.

    È importante notare che il Bonus Psicologo deve essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di approvazione della domanda online; in caso contrario, il bonus sarà automaticamente annullato e il beneficiario perderà il diritto di utilizzarlo.

    Erogazione del bonus
    L’assegnazione del beneficio avviene in base all’ordine di presentazione delle domande, anche se il Ministero della Salute ha dichiarato che verrà data priorità a coloro con un ISEE più basso. È importante compilare e inviare la domanda online il prima possibile per aumentare le probabilità di essere accettati.

    A ciascun beneficiario viene assegnato un codice univoco che identifica il contributo assegnato e che deve essere comunicato al professionista per ogni sessione di psicoterapia. Il professionista, in una sezione apposita, deve inserire il codice univoco sia al momento della prenotazione sia al momento della conferma della sessione di psicoterapia, insieme al codice fiscale del beneficiario.

    Il pagamento dell’importo dovuto, fino a un massimo di 50 euro a seduta, viene erogato direttamente al professionista seguendo le modalità da lui indicate.

    Graduatoria

    Dopo la chiusura del periodo di presentazione delle domande (31/05/2024) per il Bonus Psicologo, l’INPS preparerà le liste di graduatoria, valide fino a quando non saranno esaurite le risorse, suddivise per regione e provincia di residenza.

    L’Istituto selezionerà i beneficiari in base alla disponibilità di risorse e informerà i beneficiari dell’accettazione della loro domanda, fornendo loro contemporaneamente un codice univoco associato.

    La compilazione delle liste di graduatoria da parte dell’INPS potrebbe richiedere del tempo; quindi, non è garantito che il bonus possa essere utilizzato immediatamente una volta ottenuto l’approvazione.

    Cosa devo fare se risulto nella graduatoria?

    Il beneficiario del bonus deve semplicemente fornire il proprio codice univoco al professionista scelto al momento della prenotazione. Successivamente, sarà il professionista a emettere una fattura sulla piattaforma INPS, indicando il codice univoco del beneficiario. In questo modo, il beneficiario non dovrà anticipare i fondi del contributo.

    L’INPS si occuperà direttamente di remunerare le prestazioni effettivamente fornite dai professionisti. Il pagamento avviene per ogni seduta singola fino all’importo del bonus assegnato al singolo beneficiario.

    Per qualsiasi dubbio non esitare a contattarci all’indirizzo email info@loqui.chat


  • Come combattere l’ansia

    Come combattere l’ansia

    Un attacco d’ansia è un episodio di ansia acuta, che è accompagnato da un’intensa paura e da diversi sintomi fisici. Di solito appare all’improvviso e raggiunge la sua massima intensità intorno ai primi dieci minuti. È comune che molte persone abbiano sperimentato un attacco di ansia ad un certo punto della loro vita. In questi casi, di solito non viene data maggiore importanza, attribuiamo il suo aspetto a un livello di nervosismo più alto del solito o a una situazione chiara che provoca questa risposta.

    In altre situazioni, la persona potrebbe essere preoccupata di vivere di nuovo le stesse situazioni. Quando questa preoccupazione persiste nel tempo, quando la preoccupazione per le conseguenze dell’attacco, come avere un infarto, quando questa paura ci porta a modificare il nostro comportamento , potremmo parlare di un problema che interferisce nella vita della persona in modo significativo, in modo tale che sarebbe opportuno consultare uno psicologo per valutare la situazione e proporre un eventuale trattamento per l’ansia.

    L’ansia è un’emozione che chiamiamo “negativa” anche se in realtà non lo è, perché ha una funzione importante per la nostra sopravvivenza. È una normale reazione del nostro corpo a situazioni potenzialmente pericolose, serve a tenerci al sicuro. L’ansia è come un sistema di allarme che ci permette di affrontare con successo le esigenze della situazione che stiamo vivendo.

    Quando proviamo paura e/o ci preoccupiamo per attacchi di ansia, le reazioni che sperimentiamo ai tre livelli di risposta possono essere:

    A livello fisiologico

    Possiamo sentire una moltitudine di sintomi. Non tutte le persone le sperimentano tutte, né tutte le persone danno la stessa importanza a sensazioni diverse. Alcuni di essi possono essere: vertigini, tremori, tachicardia, sudorazione, mancanza di respiro, costrizione toracica, nausea, formicolio, intorpidimento, tensione muscolare, sensazione di calore o sensazione di freddo, ecc.

    A livello cognitivo

    Interpretiamo la situazione come potenzialmente pericolosa in base alle nostre convinzioni, pensieri e immagini che circondano la situazione. Questi pensieri si verificano automaticamente e involontariamente una volta attivato il sistema di allarme. Quando siamo di fronte a un attacco d’ansia, molte volte pensiamo che ci possa succedere qualcosa di peggio, anche catastrofico, come avere un infarto, svenire, impazzire.

    A livello comportamentale

    Tendiamo a evitare, fuggire, scappare, chiedere aiuto o fare qualsiasi cosa che ci permetta di sbarazzarci di quel pericolo. Alcune persone evitano di trovarsi nelle situazioni in cui è successo prima, evitano di assumere stimolanti o di fare esercizio, in modo tale da evitare di sentire l\’aumento della frequenza cardiaca, altri possono andare al pronto soccorso, prendere qualche tipo di anti-ansia farmaci, hanno bisogno della compagnia di altri per poter svolgere determinate attività perché ciò dà loro sicurezza, ecc.

    Affrontare l’ansia

    Suggerimento 1: identifica i fattori scatenanti per prevedere l’ansia

    Per identificare i fattori scatenanti dell’ansia e prevederla, è fondamentale osservare attentamente le situazioni, le emozioni e i pensieri che precedono i momenti di ansia. Tieni un diario per registrare gli eventi, le circostanze o le sensazioni che sembrano innescare l’ansia. Analizzando questi dati nel tempo, potrai individuare modelli ricorrenti e comprendere meglio quali situazioni o pensieri scatenano la tua ansia. Inoltre, puoi considerare l’aiuto di professionisti come psicologi per una valutazione più approfondita e strategie personalizzate per gestire i tuoi trigger ansiosi.

    Conosci i segnali fisici dell’ansia

    Oltre ai fattori scatenanti, considera come l’ansia e lo stress si manifestano nel tuo corpo. Conoscere i tuoi sintomi fisici può aiutarti a notare e gestire l’ansia, anche quando i fattori scatenanti tipici sono assenti e ti senti apparentemente ansioso senza una ragione apparente.

    1. Respiro corto o affannoso: Può essere accompagnato da sensazioni di soffocamento o mancanza d’aria.
    2. Tensione muscolare: Contrazione dei muscoli, spesso concentrata in collo, spalle o mandibola.
    3. Nausea o disturbi gastrointestinali: Sensazione di stomaco agitato, nausea, o problemi digestivi come diarrea.
    4. Tensione toracica o dolore: Sensazioni di oppressione o dolore al petto, spesso associati all’ansia.

    Suggerimento 2: svolgi attività fisica per lasciare andare la tensione

    L’attività fisica è un ottimo modo per bruciare la tensione poiché rilascia sostanze chimiche nel cervello come serotonina, dopamina ed endorfine. Queste sostanze chimiche possono migliorare rapidamente il tuo umore, darti energia e alleviare l’ansia.

    Brevi sessioni di esercizio fisico possono aiutare ad alleviare la tensione del momento; è qualcosa che puoi fare adesso per sentirti meno ansioso.

    Suggerimento 3: adotta un approccio consapevole all’ansia

    Quando senti aumentare l’ansia, la tua reazione immediata potrebbe essere quella di cercare di combattere o reprimere i tuoi sentimenti. Potresti anche decidere che è meglio semplicemente evitare i fattori scatenanti, che includano incontri sociali o discorsi.

    Tuttavia, la consapevolezza può fornire un percorso diverso da seguire. Un approccio consapevole implica adattare la tua relazione con i tuoi pensieri, emozioni ed esperienze. Invece di combattere la tua ansia o scappare da essa, cerca di svilupparne una consapevolezza non giudicante. Quindi, puoi iniziare a sostituire l’ansia con uno stato mentale molto più gratificante: la curiosità.

    Nel suo libro Unwinding Anxiety, il dottor Judson Brewer suggerisce di considerare la curiosità come un superpotere. A differenza dell’ansia, la curiosità ti permette di sentirti aperto e presente. Può aiutarti a superare ondate di ansia e a sfuggire a cicli di preoccupazione.

    La prossima volta che ti senti ansioso, prova il metodo RAIN di Brewer per la consapevolezza:

    Riconosci l’inizio della tua ansia. Ancora una volta, è utile avere una certa familiarità con i segnali personali di ansia, come ci si sente nel proprio corpo.

    Permetti alla sensazione di invaderti. Prenditi un momento per fermarti e accettare l’esperienza dell’ansia piuttosto che cercare di sfuggirla.

    Indaga sull’ondata crescente di ansia. La curiosità è la chiave qui. Diventa curioso riguardo ai sintomi di ansia di cui sei maggiormente consapevole. Senti la tensione alla mascella? Su quale lato del tuo viso è? I tuoi pensieri corrono? A cosa stai pensando?

    Nota le sensazioni. Non cercare di capire la tua ansia, esprimere un giudizio o risolverla. Invece, dai semplicemente un nome a ciò che senti. Questo può aiutarti a rimanere presente. Alla fine, scoprirai che vivendo la tua ansia in questo modo, l’onda dovrebbe placarsi.

    Suggerimento 4: Adotta abitudini che alleviano lo stress e l’ansia

    Alcune scelte che fai nella vita quotidiana possono contribuire ad aumentare i livelli di stress e rendere più difficile la regolazione delle emozioni. I seguenti suggerimenti potrebbero non servire come soluzioni immediate all’ansia, ma a lungo termine possono rendere più facile mantenere la mente lucida e affrontare i sentimenti ansiosi:

    Migliora la qualità del tuo sonnoNon dormire abbastanza di qualità durante la notte può aumentare la tua ansia durante il giorno. Dai priorità a un buon riposo notturno mantenendo un programma di sonno coerente e assicurandoti che la tua camera da letto sia silenziosa, buia e fresca.

    Evita le sostanze che aumentano l’ansia. Forse fai affidamento su molta caffeina per rimanere energico durante il giorno. O forse ti rivolgi alla nicotina o all’alcol per calmare i nervi. Sebbene possano sembrare utili al momento, queste sostanze possono disturbare il sonno e aumentare lo stress e l’ansia a lungo termine.

    Pratica tecniche di rilassamento. Sperimenta diverse tecniche di rilassamento, come yoga, tai chi, rilassamento muscolare progressivo ed esercizi di visualizzazione. Una volta trovata una tecnica che funziona per te, aggiungila alla tua routine quotidiana per gestire i livelli di stress e ansia.

    Ricorda: tu non sei la tua ansia. Attraverso una combinazione di pratiche di auto-aiuto e intervento professionale, puoi imparare ad alleviare l’ansia e sfuggire alle tue paure e preoccupazioni.

    Bibliografia e approfondimenti

  • Lo stress colpisce il corpo

    Lo stress colpisce il corpo

    È lunedì mattina. Hai dormito troppo, i tuoi figli erano in ritardo a scuola e il tuo capo ti ha dato del filo da torcere perché sei arrivato 30 minuti dopo l’inizio del tuo turno. O sei rimasto imbottigliato nel traffico o il tuo esame è andato male.

    L’inizio caotico della tua settimana ti ha reso incredibilmente stressato e l’ansia è palpabile. A questo punto, semplicemente non sei in grado di essere al massimo delle tue potenzialità. Cerchi di schiarirti la mente, ma stai lottando per calmarti, il che aggrava il problema. 

    Ad un certo punto, ci siamo trovati tutti in questo tipo di situazioni stressanti. Devi sapere che lo stress ha un profondo impatto sul corpo e coloro che sottovalutano o ignorano lo stress lo fanno a proprio rischio e pericolo. 

    In che modo lo stress influisce sul corpo? 

    Che ci crediate o no, lo stress ha un impatto su ogni sistema del corpo:  

    • Sistema cardiovascolare: il battito cardiaco accelera e l’adrenalina, il cortisolo e la noradrenalina attraversano il corpo; nel tempo, lo stress cronico può portare a infarti, ipertensione e ictus. 
    • Sistema nervoso: lo stress fa sì che il sistema nervoso acceleri i battiti cardiaci, faccia respirare le persone più velocemente e aumenti i livelli di glucosio nel corpo per ottenere più energia. 
    • Sistema endocrino: attraverso la ghiandola pituitaria, l’ipotalamo dice alle ghiandole surrenali di produrre più cortisolo; su una sequenza temporale sufficientemente lunga, lo stress ripetuto colpisce il corpo, il che può portare ad affaticamento cronico, depressione e disturbi immunitari poiché la comunicazione tra l’ipotalamo, la ghiandola pituitaria e la ghiandola surrenale si deteriora. 
    • Sistema muscolo-scheletrico: i muscoli si irrigidiscono quando viene attivata la risposta di combattimento o fuga, che può portare a mal di testa ed emicrania.
    • Sistema respiratorio: larespirazione si intensifica, il che può causare mancanza di respiro o influire su condizioni preesistenti, come l’asma.
    • Sistema gastrointestinale: la comunicazione cervello-intestino è compromessa, il che può portare a vomito, disturbi intestinali e diete malsane; le persone stressate potrebbero fumare e bere per calmarsi. 
    • Sistema riproduttivo: i desideri sessuali diminuiscono; gli uomini possono avere difficoltà a produrre sperma; i cicli mestruali delle donne possono essere interrotti e potrebbero avere difficoltà di concepimento.

    Ora che hai un’idea migliore di come lo stress colpisce il corpo, diamo uno sguardo più approfondito ad alcuni degli effetti fisici dello stress. 

    Quali sono i sintomi fisici dello stress? 

    Per molte persone, lo stress è semplicemente parte di ciò che significa essere umani. Ma, come puoi vedere, lo stress può effettivamente essere la causa di una serie di gravi problemi di salute che alcune persone potrebbero pensare siano condizioni mediche inspiegabili. 

    Se ultimamente hai avuto a che fare con molto stress, ecco alcuni dei modi in cui lo stress potrebbe manifestarsi nella tua vita quotidiana.

    1. Problemi all’apparato digerente

    Molte persone non associano lo stress a problemi digestivi. Ma la realtà dipinge un quadro diverso. Quando sei continuamente ansioso e stressato, puoi sperimentare una serie di diversi problemi digestivi a causa del modo in cui lo stress influisce sulla connessione cervello-intestino. Quando sei continuamente stressato, potresti avere crampi, diarrea, vomito, costipazione e ulcere. Inoltre, potresti anche perdere l’appetito o mangiare molto più del normale.

    2. Tensione muscolare

    Quando viene attivata la risposta di lotta o fuga, i tuoi muscoli si irrigidiscono in modo da essere più preparati ad affrontare qualsiasi resistenza sia diretta verso di te. Se sei il tipo di persona sempre stressata, i tuoi muscoli saranno regolarmente contratti. Nel tempo, questo può tradursi in più mal di testa e dolore nella parte bassa della schiena e nelle estremità superiori.

    3. Stare male

    Lo stress è stato anche collegato a una serie di malattie. Ad esempio, coloro che soffrono di stress cronico potrebbero sperimentare febbri di basso grado che persistono. Inoltre, gli studi hanno anche scoperto che le persone stressate hanno maggiori probabilità di contrarre un comune raffreddore. 

    4. Depressione

    Quando le persone soffrono di stress cronico che non viene risolto, la condizione può perdere il controllo, provocando depressione. Questo, a sua volta, può portare a una serie di altri problemi di salute, come un cattivo appetito, cattive abitudini del sonno e sbalzi d’umore imprevedibili.

    5. Attacchi di panico

    Quando sei molto stressato, inizi a respirare sempre più velocemente. A seconda di quanto diventa grave, puoi iniziare a iperventilare e provare dolori al petto, che potrebbero segnalare l’inizio di attacchi di panico. Mentre gli attacchi di panico non possono ucciderti , possono sembrare così quando sei nel mezzo di uno. 

    6. Altri sistemi

    Inoltre, gli individui cronicamente stressati possono avere maggiori probabilità di sviluppare  obesità  a causa della maggiore esposizione ai glucocorticoidi. Le persone che sono stressate spesso cadono vittime del \”mangiare emotivo\”, che li porta a mangiare molto più di quanto dovrebbero. Per un periodo di tempo sufficientemente lungo, questo può portare a un notevole aumento di peso, obesità, diabete e altre condizioni. 

    La buona notizia è che coloro che soffrono di stress non sono privi di speranza. Lo stress colpisce il corpo in tanti modi, ma apportando alcuni cambiamenti salutari nella tua vita, puoi fare molto per alleviare lo stress, mantenere un umore più felice e vivere una vita fantastica. Nella prossima sezione, impareremo come farlo. 

    Come affrontare lo stress

    Se ultimamente hai avuto a che fare con molto stress, dovresti prendere seriamente in considerazione l’idea di intraprendere un’azione proattiva per alleviarlo in modo da poter vivere la tua vita migliore. Alcuni semplici modi per farlo includono migliorare la tua dieta, fare più esercizio, dormire meglio la notte e iniziare un nuovo hobby. 

    Nella maggior parte dei casi, dovresti anche pensare a un duplice approccio alla gestione dello stress che includa sia il tuo medico, che potrà affrontare eventuali sintomi fisici acuti o che incidono sulla vita, sia un terapeuta, che potrà lavorare con te per alleviare la causa dei tuoi sintomi e imparare a gestire lo stress e l’ansia in modo più sano.  

    Bibliografia e approfondimenti

  • Depressione e disturbi depressivi

    Depressione e disturbi depressivi

    La depressione è una condizione mentale caratterizzata da sentimenti persistenti di tristezza, disinteresse nelle attività quotidiane e una perdita di piacere nella vita. È più di una semplice tristezza temporanea; può influenzare significativamente il modo in cui una persona pensa, si sente e agisce.

    I sintomi della depressione

    La depressione può manifestarsi in modi diversi da persona a persona e può variare in gravità. I sintomi comuni includono:

    1. Tristezza persistente: Sentimenti di tristezza, disperazione o vuoto che perdurano per la maggior parte dei giorni.
    2. Perdita di interesse o piacere: Ridotta o assente capacità di provare gioia o interesse per le attività una volta piacevoli.
    3. Cambiamenti nell’appetito o nel peso: Variazioni significative nell’appetito che portano a perdita o aumento di peso.
    4. Disturbi del sonno: Difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati (insonnia) oppure eccessivo desiderio di dormire (ipersonnia).
    5. Affaticamento o perdita di energia: Sensazione costante di stanchezza, anche dopo attività minime.
    6. Sentimenti di inutilità o colpa eccessiva: Autovalutazione negativa, sensazioni di colpa immotivate o sentimenti di essere un peso per gli altri.
    7. Difficoltà di concentrazione o indecisione: Problemi nell’elaborazione delle informazioni, nell’attenzione o nella presa di decisioni.
    8. Pensieri ricorrenti sulla morte o suicidio: Pensieri di morte, idee suicidarie o tentativi di suicidio.

    Questi sintomi possono variare in intensità e durata da persona a persona. Può essere diagnosticata quando questi sintomi persistono per almeno due settimane e causano un disagio significativo che influisce sul funzionamento quotidiano della persona. È importante consultare un professionista della salute mentale se si sospetta di soffrire di depressione o si conosce qualcuno che potrebbe esserne affetto.

    Quali sono le cause?

    La depressione può essere causata da una combinazione di fattori biologici, psicologici e ambientali. Non c’è una singola causa definitiva, ma alcune delle principali influenze includono:

    1. Fattori genetici: Ci sono evidenze che suggeriscono una predisposizione genetica. Se un familiare stretto ha avuto la depressione, potrebbe esserci un rischio leggermente aumentato per gli altri membri della famiglia.
    2. Sostanze chimiche cerebrali: Alterazioni nei neurotrasmettitori, come la serotonina, noradrenalina e dopamina, possono influenzare l’umore e contribuire allo sviluppo della depressione.
    3. Eventi stressanti o traumi: Esperienze traumatiche, perdite significative, stress prolungato, problemi familiari, lavorativi o finanziari possono aumentare il rischio di sviluppare la depressione.
    4. Condizioni mediche: Alcune condizioni mediche, come problemi tiroidei, dolore cronico, malattie cardiache o altre condizioni fisiche, possono contribuire allo sviluppo della depressione.
    5. Fattori psicologici: Alcune persone possono essere più vulnerabili alla depressione a causa di tratti della personalità, come bassa autostima, tendenze alla negatività o modelli di pensiero pessimistici.
    6. Sostanze e farmaci: L’abuso di sostanze come alcol, droghe o l’uso prolungato di alcuni farmaci può influenzare l’equilibrio chimico del cervello e aumentare il rischio di depressione.

    Spesso si sviluppa come risultato dell’interazione tra diversi di questi fattori anziché da un singolo motivo isolato. La comprensione delle cause può variare da persona a persona, ed è importante considerare una serie di fattori quando si valuta e si affronta.

    Tipi di depressione

    Esitono diverse forme di depressione. Ecco alcuni dei tipi più comuni:

    1. Depressione maggiore: È caratterizzata da sintomi gravi che interferiscono con le attività quotidiane come lavoro, studio, sonno e alimentazione. Può durare settimane o mesi.
    2. Disturbo distimico: Una forma di depressione cronica che persiste per lunghi periodi, spesso per almeno due anni. I sintomi sono meno gravi rispetto alla depressione maggiore ma possono interferire con il normale funzionamento.
    3. Depressione postpartum: Si verifica dopo il parto e coinvolge sentimenti di tristezza intensa, ansia e stanchezza estrema. Può influenzare la capacità di prendersi cura del neonato.
    4. Depressione stagionale: Si verifica in determinati periodi dell’anno, solitamente durante i mesi invernali quando c’è meno luce solare. I sintomi tendono a migliorare durante i mesi più luminosi.
    5. Depressione psicotica: Coinvolge sintomi di depressione maggiore accompagnati da psicosi, come allucinazioni o deliri.
    6. Depressione atipica: Caratterizzata da sintomi diversi dalla depressione tradizionale, inclusi un miglioramento temporaneo del morale in risposta a eventi positivi, aumento dell’appetito e ipersensibilità al rifiuto.
    7. Depressione bipolare (disturbo bipolare): Include episodi di depressione maggiore alternati a episodi di mania o ipomania, che sono periodi di euforia, eccessiva energia o irritabilità.
    8. Depressione reattiva: Si sviluppa in risposta a un evento traumatico, come la perdita di una persona cara, e può durare per un periodo specifico di tempo.

    Questi sono solo alcuni dei vari tipi, ognuno con caratteristiche specifiche che richiedono diverse strategie di trattamento. La diagnosi corretta è fondamentale per un trattamento efficace, pertanto è sempre consigliabile consultare un professionista della salute mentale per una valutazione accurata.

    Depressione e rischio suicidio

    La depressione è un fattore di rischio significativo per il suicidio. Le persone affette da depressione maggiore o altri disturbi depressivi hanno un rischio maggiore di pensieri suicidi, tentativi di suicidio e completamento del suicidio rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, non tutte le persone depresse svilupperanno pensieri suicidi e nemmeno tutti coloro che hanno pensieri suicidi agiranno su di essi.

    Alcuni fattori che possono aumentare il rischio di suicidio nelle persone con depressione includono:

    1. Intensità dei sintomi: sintomi depressivi più gravi possono aumentare il rischio di pensieri suicidi.
    2. Storia di tentativi di suicidio precedenti: chi ha già tentato il suicidio ha un rischio più elevato di tentativi futuri.
    3. Presenza di altri disturbi mentali: la presenza concomitante di disturbi come ansia, disturbo bipolare o disturbo da uso di sostanze può aumentare il rischio.
    4. Fattori ambientali o di vita stressanti: eventi traumatici, perdite significative o stress prolungato possono aumentare il rischio di suicidio.
    5. Isolamento sociale o mancanza di supporto: la mancanza di una rete di supporto sociale può aumentare il rischio.

    È fondamentale prestare attenzione ai segnali di pericolo, come l’espressione diretta di pensieri suicidi, l’acquisizione di mezzi per il suicidio, il ritiro sociale improvviso o cambiamenti drastici nell’umore. Se qualcuno mostra segni di potenziale rischio suicida, è importante prendere sul serio queste preoccupazioni e cercare immediatamente aiuto professionale.

    Se ti preoccupa il rischio suicida per te stesso o per qualcun altro, ti consigliamo vivamente di contattare un professionista della salute mentale, un medico di famiglia o servizi di emergenza come un pronto soccorso, oppure chiamare i numeri di emergenza disponibili nella tua zona.

    Come curarla

    La cura della depressione coinvolge solitamente un approccio multiplo che può includere:

    1. Terapia psicologica: La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è spesso raccomandata per la depressione. Aiuta a identificare e modificare schemi di pensiero negativi, promuovendo comportamenti positivi e salutari.
    2. Farmaci antidepressivi: Vengono prescritti da un medico e possono includere inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI) o altri tipi di antidepressivi.
    3. Esercizio fisico: L’attività fisica regolare può avere benefici significativi sulla salute mentale, inclusa la depressione. Anche solo una passeggiata giornaliera può aiutare a migliorare l’umore.
    4. Gestione dello stress: Tecniche di gestione dello stress come la meditazione, il training autogeno, il biofeedback o la mindfulness possono essere utili.
    5. Miglioramento dello stile di vita: Una dieta sana, un adeguato riposo e il mantenimento di routine regolari possono sostenere la salute mentale.
    6. Supporto sociale: L’interazione con amici, familiari o gruppi di supporto può aiutare a sentirsi meno soli e offrire un sostegno prezioso.
    7. Cura professionale: Il supporto di un professionista della salute mentale, come uno psicologo, psichiatra o assistente sociale, può essere essenziale per affrontare la depressione.

    L’approccio terapeutico può variare da persona a persona. È importante cercare un aiuto professionale per ottenere una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato. In alcuni casi, la combinazione di terapia e farmaci può essere raccomandata per affrontare la depressione in modo più efficace.

    Se tu o qualcuno che conosci sta lottando con la depressione, incoraggio fortemente a cercare aiuto da parte di professionisti qualificati. La depressione è trattabile, e ottenere il supporto giusto può fare la differenza nel migliorare la qualità della vita.

    Bibliografia e approndimenti

  • Il Narcisismo Patologico

    Il Narcisismo Patologico

    Il narcisismo patologico è un disturbo della personalità caratterizzato da un eccessivo bisogno di ammirazione, una mancanza di empatia verso gli altri e un’assorbente preoccupazione per il proprio successo, potere o bellezza. Questo disturbo è inserito nella categoria dei disturbi della personalità nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5).

    Le persone affette da narcisismo patologico possono mostrare una serie di comportamenti e atteggiamenti che influenzano le loro relazioni e il loro funzionamento quotidiano. Alcune caratteristiche comuni includono:

    1. Eccessivo Bisogno di Ammirazione: Le persone con questo disturbo cercano costantemente l’approvazione e l’ammirazione dagli altri. Sono sensibili alle critiche e possono reagire in modo molto negativo quando si sentono sottovalutati.
    2. Mancanza di Empatia: Hanno difficoltà a comprendere o a condividere i sentimenti degli altri. Tendono a concentrarsi principalmente su se stessi e a minimizzare o ignorare i bisogni altrui.
    3. Sentimento di Superiorità: Si considerano superiori agli altri e possono manifestare comportamenti arroganti, presuntuosi o manipolativi.
    4. Sfruttamento degli Altri: Utilizzano gli altri per raggiungere i propri obiettivi senza preoccuparsi delle conseguenze o del benessere delle persone coinvolte.
    5. Invidia e Rabbia: Possono provare invidia per gli altri e reagire con rabbia o irritazione quando percepiscono che qualcun altro riceve più attenzione o successo.
    6. Fantasie di Successo Illimitato: Spesso hanno fantasie esagerate riguardo al loro potenziale di successo, potere, bellezza o intelligenza.
    7. Fragilità dell’Autostima: Nonostante l’apparente sicurezza, sotto la superficie spesso si nasconde una fragilità nell’autostima che può essere facilmente ferita.

    È importante notare che il narcisismo patologico può variare in intensità da individuo a individuo e può manifestarsi in modi diversi in base al contesto sociale e culturale. Sebbene una certa dose di narcisismo sia comune nella popolazione generale, il narcisismo diventa patologico quando causa significativi problemi nelle relazioni interpersonali e nel funzionamento quotidiano della persona.

    Cause e fattori di rischio del narcisismo patologico

    Le cause esatte del narcisismo patologico non sono completamente chiare, ma diversi fattori possono contribuire al suo sviluppo. Ecco alcuni dei possibili fattori di rischio e delle cause associate al narcisismo patologico:

    1. Fattori Ambientali e Educativi: L’ambiente in cui una persona cresce può influenzare lo sviluppo della personalità. Ad esempio, un ambiente in cui un individuo viene sovra-valorizzato o in cui non viene correttamente regolata la gratificazione dei bisogni può contribuire allo sviluppo di tratti narcisistici.
    2. Esperienze Infantili: Traumi, abusi o negligenze durante l’infanzia possono avere un impatto significativo sullo sviluppo della personalità. Ad esempio, un’eccessiva sovravalutazione da parte dei genitori o, al contrario, un trattamento incoerente o abusivo potrebbero influenzare la formazione di tratti narcisistici.
    3. Genetica: Alcune ricerche suggeriscono una predisposizione genetica al narcisismo patologico. Tuttavia, non è ancora chiaro quanto la genetica giochi un ruolo determinante nel suo sviluppo rispetto ad altri fattori.
    4. Fattori Psicologici: Alcuni psicologi credono che la personalità narcisistica possa essere una forma di difesa psicologica, sviluppata per proteggersi da sentimenti di vulnerabilità, insicurezza o bassa autostima.
    5. Cultura e Società: Alcuni contesti culturali o sociali possono favorire l’accentuazione di tratti narcisistici. Ad esempio, società che promuovono valori come il successo individuale a tutti i costi o la competizione estrema possono influenzare lo sviluppo di comportamenti narcisistici.

    È importante sottolineare che il narcisismo patologico è spesso il risultato di una combinazione di questi fattori anziché di una singola causa. Inoltre, non tutte le persone con tratti narcisistici sviluppano un disturbo narcisistico della personalità, e il modo in cui questi fattori interagiscono è complesso e può variare da individuo a individuo. La comprensione di questi fattori può essere utile nel trattamento e nella gestione del narcisismo patologico, ma spesso richiede un approccio multifocale.

    Impatti e conseguenze del narcisismo patologico

    l narcisismo patologico può avere impatti significativi e diversificati sulle relazioni personali, sulla vita professionale e sulla salute mentale dell’individuo affetto. Ecco un’analisi più dettagliata degli impatti e delle conseguenze:

    Relazioni Personali:

    1. Difficoltà nelle Relazioni Intime: Le persone con narcisismo patologico possono lottare nel mantenere relazioni intime e soddisfacenti a causa della loro incapacità di empatizzare e di mettere le esigenze degli altri prima delle proprie.
    2. Manipolazione e Sfruttamento: Possono manipolare gli altri per ottenere ciò che desiderano, portando a dinamiche relazionali tossiche e dannose.
    3. Instabilità Relazionale: La mancanza di empatia e l’eccessivo bisogno di ammirazione possono causare frequenti rotture nelle relazioni, creando un ciclo di instabilità emotiva.

    Vita Professionale:

    1. Difficoltà di Collaborazione: Sul luogo di lavoro, il narcisismo patologico può interferire con la capacità di collaborare efficacemente con i colleghi a causa dell’eccessivo desiderio di leadership e controllo.
    2. Competitività Eccessiva: L’individuo con tratti narcisistici potrebbe mostrare comportamenti competitivi e auto-promozionali che possono creare tensioni e conflitti nel contesto lavorativo.
    3. Difficoltà nell’Accettare Critiche: L’eccessiva sensibilità alle critiche può rendere difficile per queste persone accettare feedback negativo o costruttivo, compromettendo così lo sviluppo professionale.

    Salute Mentale:

    1. Bassa Autostima Nascosta: Nonostante l’apparente fiducia, il narcisismo patologico può nascondere una bassa autostima che contribuisce a una fragilità emotiva e a una sensazione di vuoto interiore.
    2. Depressione e Ansia: Le difficoltà nelle relazioni e l’incapacità di soddisfare il proprio bisogno costante di ammirazione possono portare a stati depressivi e ansiosi.
    3. Isolamento Emotivo: A causa della mancanza di empatia e della tendenza all’autoreferenzialità, le persone con questo disturbo possono sentirsi isolate emotivamente, nonostante possano avere un vasto cerchio sociale.

    Impatti Sociali e Conseguenze Psicologiche:

    1. Isolamento Sociale: L’incapacità di costruire relazioni sane e appaganti può portare all’isolamento sociale e alla riduzione del supporto emotivo.
    2. Rottura delle Relazioni Familiari: I tratti narcisistici possono influenzare negativamente le dinamiche familiari, causando conflitti e distacco all’interno della famiglia.
    3. Auto-sabotaggio: Il comportamento narcisistico può portare all’auto-sabotaggio, impedendo all’individuo di costruire relazioni significative o di perseguire il successo in modo sano.

    Comprendere gli impatti del narcisismo patologico è essenziale per offrire sostegno e trattamento alle persone coinvolte, sia per coloro che ne soffrono direttamente che per coloro che possono essere influenzati dalle loro relazioni. Il supporto terapeutico può svolgere un ruolo cruciale nel migliorare la qualità della vita delle persone colpite da questo disturbo.

    narcisismo patologico

    Differenza tra narcisismo “OVERT” e “COVERT”

    Il narcisismo “overt” e “covert” rappresenta due modi differenti attraverso i quali il narcisismo può manifestarsi e influenzare il comportamento delle persone. Ecco le principali differenze tra i due:

    Narcisismo Overt:

    1. Manifestazione Esterna: Il narcisismo overt è più evidente e visibile all’esterno. Le persone con questo tipo di narcisismo mostrano apertamente i tratti narcisistici come la ricerca costante di ammirazione, la grandiosità e l’atteggiamento di superiorità.
    2. Eccessiva Auto-Importanza: Questo tipo di narcisismo comporta un alto grado di fiducia in se stessi, con manifestazioni estreme di grandiosità e arroganza. Sono spesso auto-promozionali e mostrano comportamenti dominanti.
    3. Difficoltà nel Mantenere Relazioni Salutari: A causa della loro evidente superiorità e bisogno di attenzione, le persone con narcisismo overt possono avere difficoltà a mantenere relazioni intime e stabili.

    Narcisismo Covert:

    1. Manifestazione Meno Evidente: Il narcisismo covert è più sottile e meno visibile all’esterno. Le persone con questo tipo di narcisismo possono apparire più riservate e timide.
    2. Bassa Autostima Mascherata: A differenza del narcisismo overt, il narcisismo covert nasconde spesso una bassa autostima sotto la superficie, manifestando tratti narcisistici in modi più nascosti e meno appariscenti.
    3. Mancanza di Sicurezza Interna: Nonostante il loro comportamento apparentemente modesto, le persone con narcisismo covert possono essere altamente sensibili alle critiche e hanno un forte bisogno di approvazione.

    In sintesi, il narcisismo overt si presenta in modo più estroverso e evidente, mentre il narcisismo covert è più sottile e meno visibile, spesso mascherando una bassa autostima. Entrambi i tipi di narcisismo possono avere impatti significativi sulle relazioni personali e sul benessere psicologico delle persone coinvolte, ma si manifestano in modi differenti.

    Opzioni di trattamento e gestione del narcisismo patologico

    Il trattamento del narcisismo patologico può essere complesso e richiedere un approccio multifocale che coinvolge diverse strategie terapeutiche. Ecco alcune opzioni di trattamento e gestione:

    Approcci Terapeutici:

    1. Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC): Questo approccio mira a identificare e modificare i modelli di pensiero e comportamento dannosi. Aiuta l’individuo a comprendere meglio se stesso, a gestire i sintomi e a sviluppare abilità di relazione più sane.
    2. Terapia Psicodinamica: Questo tipo di terapia mira a esplorare il passato dell’individuo, cercando di comprendere le radici profonde dei tratti narcisistici per affrontarli in modo più completo.
    3. Terapia Focalizzata sulla Relazione: Concentrandosi sulle dinamiche relazionali, questa terapia aiuta a migliorare la capacità di connessione emotiva e a sviluppare relazioni più sane e gratificanti.
    4. Mindfulness e Meditazione: L’incorporazione di pratiche di consapevolezza può aiutare l’individuo a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, contribuendo a ridurre l’egocentrismo.

    Consigli pratici per chi vive con o è vicino a una persona affetta:

    1. Stabilire Limiti Sani: È importante stabilire confini chiari nelle relazioni con persone affette da narcisismo patologico per proteggere la propria salute mentale.
    2. Comunicazione Chiara: Comunicare in modo chiaro e assertivo può aiutare a gestire le interazioni con persone con questo disturbo, evitando conflitti inutili.
    3. Cercare Supporto: Ottenere supporto da amici, familiari o gruppi di supporto può essere fondamentale per affrontare lo stress e le sfide associate alle relazioni con persone con tratti narcisistici.
    4. Educazione e Comprensione: Informarsi sull’argomento del narcisismo patologico può aiutare a comprendere meglio le dinamiche e ad affrontare le situazioni in modo più empatico.
    5. Cura di Sé: Prendersi cura della propria salute mentale e benessere è essenziale. Attività come lo yoga, la meditazione o la terapia possono aiutare a gestire lo stress derivante da queste relazioni.

    La gestione del narcisismo patologico richiede tempo, impegno e spesso un supporto terapeutico professionale. È fondamentale ricordare che l’aiuto è disponibile sia per coloro che soffrono del disturbo che per coloro che sono coinvolti nelle loro relazioni. Una combinazione di terapia, supporto sociale e strategie di gestione può contribuire a migliorare la qualità della vita per tutte le parti coinvolte.

    Bibliografia e approfondimenti

  • Disturbo Bipolare: cause, sintomi e trattamento

    Disturbo Bipolare: cause, sintomi e trattamento

    Depressione

    Il disturbo bipolare è una condizione cronica (a lungo termine). Implica intensi cambiamenti di umore che interrompono la vita di tutti i giorni, da alti estremi a bassi estremi. Spesso si sviluppa per la prima volta durante l’adolescenza o la prima età adulta. Tende a colpire più femmine che maschi. A volte è noto come depressione maniacale.

    Le persone con disturbo bipolare vivono periodi di umore estremo in momenti diversi:

    • Episodi maniacali (o ipomaniacali) : la parola “maniacale” descrive i momenti in cui qualcuno con disturbo bipolare si sente eccessivamente eccitato e fiducioso. Questi sentimenti possono anche comportare irritabilità e processi decisionali impulsivi o sconsiderati. I sintomi dell’ipomania sono come quelli di un episodio maniacale, ma sono meno gravi e non durano così a lungo. Durante gli episodi ipomaniacali, i cambiamenti dell’umore sono meno gravi. Ciò significa che hanno meno probabilità di influenzare il tuo funzionamento al lavoro o con gli amici.
    • Episodi depressivi : sentirsi giù, senza speranza e molto tristi.

    La maggior parte delle persone con disturbo bipolare trascorre più tempo con sintomi depressivi che con sintomi maniacali o ipomaniacali.

    Quali sono i sintomi?

    Una persona con disturbo bipolare attraversa cambiamenti di umore che vanno da episodi maniacali a episodi depressivi.

    Durante una fase maniacale, i sintomi possono includere:

    • sentirsi molto felice o irritabile
    • idee grandiose
    • farsi distrarre molto facilmente da qualsiasi stimolo (come rumori o altre persone)
    • comportamenti impulsivi o rischiosi legati alle spese, agli affari o all’attività sessuale
    • piani irrealistici, deliri o allucinazioni
    • sentirsi incredibilmente euforico
    • alti livelli di creatività, energia e attività
    • dormire molto meno o non dormire
    • scarso appetito e perdita di peso
    • pensieri frenetici, discorsi frenetici, parlare sopra la gente
    • altamente impaziente o aggressivo
    • vestirsi in modo più colorato ed essere meno inibiti
    • scarsa concentrazione, si distrae facilmente

    Durante una fase depressiva, i sintomi possono includere:

    • umore basso
    • mancanza di motivazione
    • una perdita di interesse per le consuete attività ricreative o hobby
    • difficoltà di concentrazione
    • ritirarsi dai contatti e dalle attività sociali
    • sentimenti di inutilità o di colpa, che possono includere pensieri suicidi
    • problemi di sonno (sonno spesso eccessivo)
    • perdita di energia, sensazione di stanchezza
    • rallentamento fisico
    • bassa autostima

    Dalla combinazione di queste due fasi di malattia si possono diagnosticare 3 tipi di disturbo bipolare:

    Disturbo bipolare I: con questo tipo, si ha un comportamento estremamente irregolare, con periodi maniacali di “up” che durano almeno una settimana o sono così gravi da richiedere cure mediche. Di solito ci sono anche periodi di “down” estremi che durano almeno 2 settimane. 

    Disturbo bipolare II: anche in questo tipo si hanno alti e bassi irregolari, ma non è così estremo come il bipolare I. É caratterizzato dalla presenza di episodi depressivi con almeno un episodio ipomaniacale, in assenza di episodi maniacali.

    Disturbo ciclotimico: questo tipo comporta periodi di comportamento maniacale e depressivo che durano almeno 2 anni negli adulti o 1 anno nei bambini e negli adolescenti. I sintomi non sono così intensi come il disturbo bipolare I o il disturbo bipolare II.

    Cause e fattori scatenanti

    Il disturbo bipolare non ha un’unica causa. Sembra che alcune persone siano geneticamente predisposte, ma non tutti coloro che hanno una vulnerabilità ereditaria sviluppano la malattia, indicando che i geni non sono l’unica causa. Alcuni studi di imaging cerebrale mostrano cambiamenti fisici nel cervello di persone con disturbo bipolare. Altre ricerche evidenziano squilibri dei neurotrasmettitori, funzionalità anormale della tiroide, disturbi del ritmo circadiano e alti livelli dell’ormone dello stress cortisolo.

    Si ritiene che anche fattori ambientali e psicologici esterni siano coinvolti nello sviluppo del disturbo bipolare. Questi fattori esterni sono chiamati triggerI fattori scatenanti possono scatenare nuovi episodi di mania o depressione o peggiorare i sintomi esistenti. Tuttavia, molti episodi si verificano senza un fattore scatenante evidente.

    Stress: eventi di vita stressanti possono scatenare il disturbo bipolare in qualcuno con una vulnerabilità genetica. Questi eventi tendono a comportare cambiamenti drastici o improvvisi, buoni o cattivi, come sposarsi, andare all’univeristità, perdere una persona cara, essere licenziati o trasferirsi.

    Abuso di sostanze: sebbene l’abuso di sostanze non causi il disturbo bipolare, può provocare un episodio o peggiorare il decorso della malattia. Droghe come la cocaina, l’ecstasy e le anfetamine possono scatenare la mania, mentre l’alcol e i tranquillanti possono scatenare la depressione.

    Farmaci: alcuni farmaci, in particolare gli antidepressivi , possono scatenare la mania. Altri farmaci che possono causare mania includono farmaci da banco per il raffreddore, soppressori dell’appetito, caffeina, corticosteroidi e farmaci per la tiroide.

    Cambiamenti stagionali: gli episodi di mania e depressione spesso seguono uno schema stagionale. Gli episodi maniacali sono più comuni durante l’estate, mentre gli episodi depressivi sono più comuni durante l’autunno, l’inverno e la primavera.

    Privazione del sonno: la perdita di sonno , anche solo saltare qualche ora di riposo, può scatenare un episodio di mania.

    É disturbo bipolare o depressione?

    Il disturbo bipolare viene comunemente diagnosticato erroneamente come  depressione  poiché la maggior parte delle persone affette da disturbo bipolare cerca aiuto quando si trova nella fase depressiva della malattia. Quando sono nella fase maniacale, non riconoscono il problema. Inoltre, la maggior parte delle persone con disturbo bipolare sono depresse per una percentuale molto maggiore di volte rispetto a quelle maniacali o ipomaniacali.

    Ricevere una diagnosi errata di depressione è un problema potenzialmente pericoloso perché il trattamento per la depressione bipolare è diverso da quello per la depressione normale. In effetti, gli antidepressivi possono effettivamente peggiorare il disturbo bipolare. Quindi è importante consultare uno specialista in disturbi dell’umore che può aiutarti a capire cosa sta realmente succedendo.

    Trattamento

    Se noti i sintomi del disturbo bipolare in te stesso o in qualcun altro, non aspettare per chiedere aiuto. Ignorare il problema non lo farà scomparire; anzi, quasi certamente peggiorerà. Convivere con il disturbo bipolare non trattato può portare a problemi in ogni ambito, dalla carriera alle relazioni fino alla salute. Ma il disturbo bipolare è altamente curabile, quindi diagnosticare il problema e iniziare il trattamento il prima possibile può aiutare a prevenire queste complicazioni.

    Se sei riluttante a farti curare perché ti piace il modo in cui ti senti quando sei maniacale, ricorda che l’energia e l’euforia hanno un prezzo. La mania e l’ipomania spesso diventano distruttive, ferendo te e le persone intorno a te.

    Il disturbo bipolare richiede un trattamento a lungo termine. Poiché è una malattia cronica e recidivante, è importante continuare il trattamento anche quando ti senti meglio. La maggior parte delle persone necessita di farmaci per prevenire nuovi episodi e rimanere senza sintomi.

    C’è di più nel trattamento oltre ai farmaci. I farmaci da soli di solito non sono sufficienti per controllare completamente i sintomi del disturbo bipolare. La strategia di trattamento più efficace prevede una combinazione di farmaci, terapia, cambiamenti nello stile di vita e supporto sociale.

    Quali tipi di terapia sono usati per trattare il disturbo bipolare?

    La psicoterapia mira ad aiutare a identificare e modificare emozioni, pensieri e comportamenti preoccupanti. Lavorare con un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psichiatra, può fornire supporto, istruzione e guida a te e alla tua famiglia.

    I diversi tipi di terapia includono:

    Psicoeducazione: la psicoeducazione è il modo in cui i professionisti della salute mentale insegnano alle persone le loro condizioni di salute mentale. Poiché il disturbo bipolare è una condizione complessa, conoscere la condizione e come può influenzare la tua vita può aiutare te e i tuoi cari a gestirla e affrontarla meglio.

    Terapia focalizzata sulla famiglia: questa terapia è rivolta ad adulti e bambini e ai loro caregiver. Durante questo trattamento, i tuoi cari si uniranno a te in sessioni terapeutiche di psicoeducazione sul disturbo bipolare, formazione sul miglioramento della comunicazione e formazione sulle capacità di risoluzione dei problemi.

    Terapia cognitIvo-comportamentale (TCC): questo è un tipo di terapia strutturata e orientata agli obiettivi. Il tuo terapista o psicologo ti aiuta a dare un’occhiata più da vicino ai tuoi pensieri e alle tue emozioni. Arriverai a capire come i tuoi pensieri influenzano le tue azioni. Attraverso la TCC, puoi disimparare pensieri e comportamenti negativi e imparare ad adottare modelli di pensiero e abitudini più sani.

    Ogni individuo può rispondere in modo diverso ai trattamenti, quindi è essenziale un approccio personalizzato. Inoltre, il coinvolgimento di familiari e amici nel processo di cura può avere un impatto significativo sul recupero e sul benessere a lungo termine delle persone con disturbo bipolare.

    Bibliografia e approfondimenti

  • La Terapia Cognitivo-Comportamentale:

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale:

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è un approccio terapeutico efficace ampiamente utilizzato per trattare una vasta gamma di disturbi mentali e emotivi. Si concentra sulla relazione tra i pensieri, le emozioni e i comportamenti, fornendo strumenti pratici per affrontare le sfide quotidiane. Vediamo come la Terapia Cognitivo-Comportamentale può contribuire al miglioramento della salute mentale.

    1. Identificazione e modifica dei modelli di pensiero

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale inizia con la consapevolezza dei modelli di pensiero negativi o distorti che possono contribuire a problemi come ansia, depressione o stress. Attraverso il lavoro con un terapeuta esperto, i pazienti imparano a riconoscere questi schemi di pensiero e a sostituirli con pensieri più realistici e positivi. Questo processo aiuta a ridurre l’ansia, migliorare l’umore e aumentare la resilienza emotiva.

    2. Sviluppo di strategie di gestione

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale offre strumenti e tecniche pratiche per gestire meglio le emozioni difficili. I pazienti imparano abilità di gestione dello stress, tecniche di rilassamento e strategie per affrontare situazioni che potrebbero scatenare ansia o altre difficoltà emotive. Ciò consente loro di sviluppare una maggiore capacità di fronteggiare le sfide quotidiane in modo sano e costruttivo.

    3. Cambiamento dei comportamenti dannosi

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale si concentra anche sul cambiamento dei comportamenti che contribuiscono ai problemi di salute mentale. Aiuta i pazienti a identificare abitudini o comportamenti negativi e li sostituisce con comportamenti più adattivi. Questo può includere modifiche nello stile di vita, miglioramenti nelle relazioni interpersonali e la promozione di abitudini più sane.

    4. Approccio pragmatico e Focalizzato agli obiettivi

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale è conosciuta per il suo approccio focalizzato sugli obiettivi. I terapeuti e i pazienti lavorano insieme per stabilire obiettivi specifici e misurabili per il trattamento. Questo aiuta a mantenere il lavoro terapeutico concentrato e orientato verso la soluzione, aiutando i pazienti a raggiungere i cambiamenti desiderati in modo mirato.

    5. Applicazioni varie e flessibilità

    La TCC è ampiamente adattabile e può essere applicata a una vasta gamma di disturbi mentali, tra cui ansia, depressione, disturbi alimentari, disturbi del sonno, tra gli altri. È anche utilizzata in diverse impostazioni, come terapia individuale, di coppia o di gruppo, rendendola flessibile e adatta alle esigenze individuali.

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale è un approccio terapeutico altamente efficace per migliorare la salute mentale. Attraverso la comprensione dei modelli di pensiero, lo sviluppo di strategie di gestione, la modifica dei comportamenti e l’obiettivo di risultati tangibili, la TCC offre strumenti pratici e soluzioni mirate per affrontare e superare le sfide mentali ed emotive.

    Terapia Cognitivo-Comportamentale

    É indicata per trattare una vasta gamma di disturbi mentali e emotivi. Alcuni dei disturbi più comuni per i quali la Terapia Cognitivo-Comportamentale è raccomandata includono:

    1. Disturbi d’Ansia:

    • Disturbo d’ansia generalizzato (GAD): Per affrontare preoccupazioni e ansie eccessive.
    • Fobie specifiche e sociali: Per gestire e superare le paure irrazionali.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): Per ridurre e gestire ossessioni e comportamenti ritualistici.

    2. Depressione:

    • Depressione maggiore: Per affrontare i sintomi depressivi e migliorare l’umore.
    • Disturbo bipolare: Per gestire sintomi depressivi in questa condizione.

    3. Disturbi dell’Alimentazione:

    • Anoressia nervosa e bulimia nervosa: Per affrontare i comportamenti alimentari disfunzionali e i pensieri correlati.

    4. Disturbi da Stress e Trauma:

    • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD): Per affrontare i sintomi legati a eventi traumatici.
    • Disturbi legati allo stress: Per gestire lo stress cronico o specifico.

    5. Disturbi del Sonno:

    • Insonnia: Per migliorare la qualità del sonno e affrontare i disturbi del sonno.

    6. Dipendenze:

    • Dipendenza da sostanze: Come parte di un trattamento completo, per affrontare i comportamenti legati alla dipendenza.

    7. Disturbi Psicosomatici:

    • Disturbi fisici legati allo stress o all’ansia: Come problemi gastrointestinali funzionali o cefalee tensionali.

    8. Disturbi Psicotici:

    • Schizofrenia: In alcuni casi, la Terapia Cognitivo-Comportamentale può essere utilizzata come parte del trattamento per affrontare sintomi residuali o migliorare la gestione della malattia.

    9. Disturbi dell’Umore e dell’Identità:

    • Disturbo Borderline di Personalità: Per affrontare i sintomi di instabilità emotiva e relazionale.

    La Terapia Cognitivo-Comportamentale è flessibile e può essere adattata alle esigenze specifiche del paziente. È importante consultare uno psicologo o uno psichiatra per determinare se la TCC sia adatta per un particolare disturbo e per ricevere un trattamento personalizzato e mirato.

  • Fibromialgia: legami tra aspetti fisici e psicologici”

    Fibromialgia: legami tra aspetti fisici e psicologici”

    La fibromialgia è un disturbo cronico caratterizzato da dolore diffuso, affaticamento persistente e molteplici sintomi debilitanti. Questo articolo mira a fornire una panoramica dettagliata sulla fibromialgia, esplorando sintomi, possibili cause e trattamenti, ma i legami tra aspetti fisici e psicologici.

    Che cos’è la fibromialgia?

    La fibromialgia è una condizione dolorosa che colpisce i muscoli e il tessuto connettivo, causando dolore diffuso in varie parti del corpo. Questo disturbo può essere accompagnato da affaticamento cronico, problemi del sonno e sensibilità aumentata.

    1. Sintomi e manifestazioni

    I sintomi comuni della fibromialgia includono dolore muscolare persistente, sensazioni di rigidità, affaticamento costante, disturbi del sonno come insonnia o risvegli frequenti e difficoltà cognitive come nebbia mentale o problemi di concentrazione.

    2. Possibili cause e fattori di rischio

    Le cause esatte della fibromialgia non sono completamente definite, ma si pensa che coinvolgano una combinazione di fattori come anomalie nella percezione del dolore, predisposizione genetica, stress emotivo e traumi fisici.

    3. Diagnosi e approcci terapeutici

    La diagnosi della fibromialgia può essere complessa e coinvolge escludere altre condizioni. I trattamenti si concentrano sulla gestione dei sintomi e possono includere terapie farmacologiche, fisioterapia, terapie complementari come l’acupuntura e la gestione dello stress attraverso la terapia cognitivo-comportamentale.

    4. Stile di vita e supporto

    La gestione della fibromialgia può essere migliorata con modifiche dello stile di vita, come un’adeguata attività fisica, una dieta equilibrata e tecniche di gestione dello stress. Il sostegno emotivo attraverso gruppi di supporto o consulenze può essere di grande beneficio per coloro che affrontano questa condizione.

    Fibromialgia

    La fibromialgia è una condizione complessa e multi-dimensionale che coinvolge una combinazione di fattori fisici e psicologici. Sebbene non sia classificata come malattia psicosomatica, c’è un’interazione significativa tra i sintomi fisici e gli aspetti emotivi nella fibromialgia.

    Le malattie psicosomatiche coinvolgono disturbi fisici che possono essere influenzati o aggravati da fattori psicologici come lo stress, l’ansia o la depressione. Nella fibromialgia, si è visto che fattori come lo stress emotivo, l’ansia e la depressione possono contribuire all’aggravamento dei sintomi, ma non sono la causa primaria della condizione stessa.

    É caratterizzata principalmente da dolore cronico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e ipersensibilità. Sebbene la sua causa esatta non sia completamente compresa, si ritiene che coinvolga un’alterazione nella percezione del dolore a livello neurologico e una disfunzione nel modo in cui il cervello elabora i segnali di dolore.

    Tuttavia, è importante notare che gli aspetti psicologici giocano un ruolo significativo nella gestione della fibromialgia. L’ansia, lo stress e la depressione possono aumentare la percezione del dolore e influenzare negativamente la qualità della vita delle persone affette.

    I trattamenti multidisciplinari per la fibromialgia spesso coinvolgono sia interventi fisici che psicologici. Questi possono includere terapie farmacologiche per il dolore, la fisioterapia per migliorare la mobilità e la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) per affrontare gli aspetti emotivi della condizione.

    In sintesi, sebbene la fibromialgia non sia considerata una malattia psicosomatica, c’è un’interazione complessa tra i sintomi fisici e gli aspetti psicologici. Il trattamento efficace spesso coinvolge una visione olistica che tiene conto sia dei sintomi fisici che delle sfide emotive che i pazienti possono affrontare.

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  • Affronta le tue preoccupazioni

    Affronta le tue preoccupazioni

    Preoccuparsi fa parte della vita. Non possiamo eliminarlo completamente o controllare tutto, ma se le tue preoccupazioni ti sembrano opprimenti ci sono molte cose che puoi provare a gestirle o superarle, inclusa la tecnica del “tempo di preoccupazione”.

    Scopri il tempo delle preoccupazioni, oltre a molti altri suggerimenti pratici e strategie che puoi provare per aiutarti ad affrontare le tue preoccupazioni.

    Passi e strategie per affrontare le tue preoccupazioni

    1. Scrivili

    A volte il solo fatto di uscire dalla tua testa e metterle su carta o un’app per le note sul tuo telefono può aiutarti a schiarirti le idee e rendere più facile risolvere i problemi uno per uno.

    2. Metti da parte il “tempo di preoccupazione”

    Se ti accorgi che le tue preoccupazioni stanno prendendo il sopravvento sulla tua giornata, può essere utile provare a gestirle impostandoti un “tempo di preoccupazione” – un breve periodo, diciamo 10 o 15 minuti, ogni giorno o giù di lì prima di andare a letto per annotare le cose e cercare di trovare soluzioni.

    Renderlo una cosa normale può aiutarti a rilassare la mente e fermare i tuoi pensieri mentre cerchi di dormire.

    3. Non soffermarti durante il giorno

    Una volta che abbiamo un tempo di preoccupazione regolare, questo può aiutarci a non perderci nelle nostre preoccupazioni durante il resto della giornata.

    Quindi, quando una preoccupazione entra nella tua mente, pensa “Lo metterò da parte per il mio momento di preoccupazione”. Questo può aiutarti a riportare la tua attenzione sul qui e ora.

    All’inizio potrebbe sembrare difficile impedire ai tuoi pensieri di tornare alla preoccupazione, ma col passare del tempo e prendere l’abitudine di avere momenti di preoccupazione, dovrebbe diventare più facile.

    4. Usa l’albero delle preoccupazioni

    Quando ti siedi per pensare alle tue preoccupazioni, una tecnica strutturata chiamata “albero delle preoccupazioni” può aiutarti a rimanere concentrato sulla comprensione della differenza tra problemi che puoi risolvere e preoccupazioni ipotetiche che sfuggono al tuo controllo.

    Può anche aiutarti a decidere su cosa puoi agire immediatamente o se qualcosa deve essere programmato e messo in atto in un secondo momento.

    5. Prepara un piano e realizzalo

    Una volta individuata verifica la tua preoccupazione  ,METTERE LINK CHE CONDUCE RIFORMULA PENSIERI INUTILI  chiediti: “C’è qualcosa di pratico che posso fare al riguardo?”

    Per le preoccupazioni su cui puoi fare qualcosa, scrivi un piano d’azione.

    Cerca di renderlo il più specifico possibile. Rispondere a queste domande potrebbe aiutare:

    • Cosa faresti?
    • Come hai potuto farlo?
    • Quando lo faresti?

    Se hai identificato qualcosa che sarebbe possibile fare in questo momento, assicurati di farlo.

    Se la preoccupazione ritorna, puoi ricordare a te stesso che hai già agito e provare a spostare la tua attenzione.

    Se non c’è niente che puoi fare per il momento, programma un momento per quando puoi e lo farai. Quindi, se la preoccupazione si ripresenta, ricorda a te stesso che hai un piano in atto e prova a spostare la tua attenzione su qualcos’altro.

    6. Accetta le preoccupazioni che non puoi controllare e vai avanti

    Preoccuparsi fa parte della vita. Non possiamo eliminarlo completamente o controllare tutto. Per tutte le preoccupazioni che hai identificato come preoccupazioni per le quali non puoi fare nulla, cerca di riconoscerle e accettarle.

    Spesso, anche solo sapere di aver passato del tempo a pensare correttamente a una preoccupazione e valutare le opzioni può aiutare a smorzarle.

    Cerca di non soffermarti troppo a lungo su una preoccupazione: passa a occupartene un’altra o trova modi per spostare la concentrazione, distrarti, rilassarti o liberare la mente.

    7. Concentrati sul presente

    Col tempo, seguire questi passaggi dovrebbe rendere più facile affrontare le preoccupazioni per cui possiamo fare qualcosa e impedire a quelle che non possiamo diventare opprimenti.

    Ma se l’ansia si sta insinuando, è davvero utile avere alcune strategie di riferimento – come esercizio, yoga o tecniche di respirazione, consapevolezza o meditazione – per aiutarci a calmarci e riportarci al momento presente.

    Questi possono richiedere tempo e pratica per abituarsi, ma possono davvero aiutarti a sentirti più in controllo dei tuoi pensieri e sentimenti.